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  • Resoconto Convegno di Napoli.

    Partecipato e stimolante il Convegno dal titolo "Una forte identità dei docenti, per una elevata qualità della scuola", indetto dal SAM e dalla GILDA il 5 ottobre  nel bellissimo contesto del Palazzo Doria D’Angri di Napoli.

    Un secondo appuntamento (il precedente incontro fu tenuto lo scorso anno a Roma) in una giornata-simbolo: la Giornata mondiale dell’insegnante. Nata nel 1966  per volontà dell’UNESCO e dell’OIL (Labour international organization), essa volle  lanciare un messaggio che fu tradotto in una raccomandazione a Governi e famiglie: la raccomandazione a considerare l’importante ruolo che i docenti coprono nella società e di conseguenza  a migliorarne lo status generale.

    Una raccomandazione ignorata?

    In buona parte, ci dice Gaetano Mattera, Coordinatore del SAM di Napoli, e questo dà ragione del nostro impegno sul fronte professionale  e della nostra iniziativa. Concordano i massimi dirigenti dell’Associazione: Rino Di Meglio, Segretario del SAM e Alessandro Ameli, Coordinatore della GILDA, il primo richiamando, anche sulla scia del messaggio che il Presidente Ciampi ha inviato ai convegnisti, la necessità di rivestire un ruolo professionale-sindacale alto, che faccia dell’educazione alla legalità il cuore di ogni azione; il secondo ricordando che è proprio  con il fine che UNESCO e OIL delineano che è nata nel 1988 la Gilda.  E fu proprio a Napoli, a Castel dell’Ovo, che ebbe luogo uno dei più importanti incontri fondativi. Perché la scuola, dice Ameli, è “L’idea stessa del futuro della società” e il docente ne è il cuore. Eppure su di essa si disinveste (questo è il fine vero della riforma Moratti) e ad essa si vogliono applicare logiche di potere verticistico che ne misconoscono la natura.

    La pesantezza e l’inadeguatezza delle condizioni di lavoro nella scuola dell’infanzia vengono messe in risalto da  Maria Argentino, dirigente nazionale del COSSMA  (scuola dell’infanzia), che porta alla luce il vuoto di riflessione sulle reali necessità dei bambini che permea l’intero processo riformistico.

    Il Convegno entra nel vivo con le ricche relazioni di Annalisa Santi, docente di scuola primaria, Elisa Zoppei, docente presso l’Università di Verona e Nazareno Dell’Aquila, dirigente tecnico del Ministero dell’Istruzione.

    E si tesse il filo di una storia della docenza che parte dall’800, con la relazione di Annalisa Santi, che ci guida in una galleria di testimonianze e ricordi che portano alla luce quella figura di maestra  socialmente debole, emarginata, disprezzata, talora beffata, che non fa manuale ma dà ragione e sostanza alla necessità di essere inquieti e perseverare.  E questo è il nucleo del messaggio di Elisa Zoppei, una vita di scuola, come lei stessa ci dice, una vita di riforme. E questo docente  di cui parliamo, Zoppei l’ha visto mutare sotto gli occhi,  assumendo quel carico che ora gli viene dato. insegnare, relazionarsi, parlare, capire, organizzare, progettare, ricercare… Il docente del secondo millennio. Eliza Zoppei lo assume in qualche modo come dato che non può essere né evitato, né ignorato, ma nell’inquietudine, appunto, nell’evento non subito ma professionalmente gestito.

    Anche la relazione di Nazareno Dell’Aquila sembra fare proprie, per molti aspetti,  le coordinate dei processi riformistici, enfatizzando soprattutto nel profilo tracciato quell’elemento della ricerca azione che conferirebbe dignità alla professione nel momento stesso in cui  vede nella pratica il germe della teoria. Ma poi le strutture di linguaggio e di pensiero che accompagnano il tutto sfumano  e lo stesso dirigente  torna a noi. “È poi alla fin fine il nostro insegnare bene che fa la professione…”.

    Il Convegno si chiude con due brevi interventi. Libero Tassella, Coordinatore della Gilda di Napoli,  ci riporta al concreto delle problematiche di oggi, ricordandoci l’importanza della ‘battaglia’ contro il tutor, battaglia di cui abbiamo gli strumenti giuridici; battaglia che va fatta perché su di essa passa la difesa di una professionalità che è e deve essere di tutti.

    Serafina Gnech, del Centro di Coordinamento degli Studi Gilda, ricorda la necessità di intervenire sulla logica che permea l’attuale disegno di legge sugli Organi Collegiali: una logica che ci riporta all’800, una logica di nuova emarginazione del docente all’interno della struttura stessa in cui opera e in cui dovrebbe essere protagonista. 

    Perché una professionalità è tale se se ha gli spazi, i luoghi, gli strumenti per operare. E su tutto questo bisogna agire.

    Questa la modesta raccomandazione che, nell’alveo dell’ importante raccomandazione dell’Unesco, nasce da un convegno di insegnanti.

    A  Napoli, dove fu gettato un seme della Gilda, dove il Convegno si chiude con uno squarcio di luce in una giornata piovosa.

    6-10-2005

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