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CO.SS.MA 

Documento sulle Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione e proposte per la scuola secondaria superiore

Il Comitato Esecutivo Nazionale del Cosma, riunito a ROMA nei giorni 11 e 12 maggio 2007,  in relazione al documento di base per la revisione delle Indicazioni Nazionali, promosso dal Ministro Fioroni, indica i seguenti punti come elementi di partenza per formulare le proprie valutazioni e dare il  suo contributo come associazione sindacale.

Per motivi di più autentica adesione alla realtà scolastica italiana, i punti vengono divisi per ordine di scuola, tranne i primi tre punti comuni a tutti:

·    E' necessario coniugare concretamente le grandi prolusioni pedagogiche promosse dal Ministero della Pubblica Istruzione, che sottolineano l’importanza di una programmazione didattica ed educativa basata sul principio di  personalizzazione,  con le pratiche della politica scolastica, che invece ha come attuale conseguenza solo il sovraffollamento delle classi e tagli alla spesa pubblica.

·    Bisogna inoltre ricordare l’importanza di una formazione di qualità della Dirigenza Scolastica, nodo cruciale della scuola pubblica. La Dirigenza Scolastica, separata da quella amministrativa, potrebbe sperimentare, come in altri paesi europei, la formula elettiva e a rotazione, con un anno di formazione  per gli eletti. Ciò permetterebbe un maggior coinvolgimento  nel sistema scolastico di ogni elemento e determinerebbe un turn over soggetto a verifica e a valutazione,  antidoto reale a quelle “corti privilegiate”, che diventano quasi detentrici di privilegi pseudomedievali. Tale espediente potrebbe vivificare in modo autentico  il potere del Collegio Docenti, che dovrebbe diventare veramente capace di valutare i risultati in uscita della propria utenza, per poi modificare metodi, risorse e strategie. La qualità del servizio è garantita proprio   dalla flessibilità organizzativa interna di tali figure di sistema.

·    Continuare a sottolineare l’importanza del ruolo unico docente per rafforzare la credibilità e la dignità di ogni docente. 

Per la scuola dell’infanzia:

·   Contrastare le manovre politiche che aprono in modo ambiguo all’anticipo e alle sezioni Primavera e alimentano la deriva assistenzialistica della scuola dell’infanzia.

·    Valorizzare le buone esperienze pedagogiche e didattiche, ispirate agli Orientamenti.

·    Promuovere una gestione “educativa” delle supplenze, senza svilire  o vanificare per motivi economici l’offerta formativa

        Per la scuola  elementare:

  • Recuperare la specificità dell’insegnamento della seconda lingua tramite il docente specialista perché la lingua straniera, consegnata al docente di classe, risulterà necessariamente appiattita  e depotenziata.
  • Denunciare la mancanza di un organico funzionale per la scuola dell’infanzia ed elementare.
  • Promuovere una gestione “educativa” delle supplenze, senza svilire  o vanificare per motivi economici l’offerta formativa

 Per la scuola media inferiore:

·   Promuovere le linee nazionali di orientamento su lunghi tempi per gli studi superiori, superando le ambigue banalità di progetti sommari e non continuativi, che rispondono solo a logiche demagogiche degli enti locali.

·    Promuovere le linee di educazione multiculturale, inserendo nel curricolo attenzione alle varie culture e alle varie religioni, per educare al confronto e alla tolleranza. 

PROPOSTE PER LA SCUOLA MEDIA SUPERIORE: 

  • Promuovere la costruzione di un protocollo di verifica delle competenze di base e dei prerequisiti curricolari specifici di ogni istituto per modificare o rafforzare la scelta perseguita.
  • Recuperare le “passerelle” per garantire in itinere il passaggio da un istituto all’altro, quando risulta palese durante il biennio un errore nella valutazione delle proprie attitudini culturali e professionali, diminuendo così il numero dei bocciati e dei dispersi.
  • Promuovere un rapporto reale scuola-lavoro, con laboratori e stage professionali che rendono concreto l’approccio al mondo del lavoro, soprattutto per gli istituti tecnici e professionali.
  • Diversificare in modo flessibile l’offerta formativa di ogni singolo istituto che nell’ottica dell’autonomia può creare percorsi diversi con diplomi spendibili sul mercato.
  • Promuovere momenti di approfondimento obbligatori per i docenti in servizio sulle dinamiche relazionali psico-pedagogiche e sulle tecniche di facilitazione della comunicazione in.  Ciò per rafforzare la capacità di autoanalisi e analisi  dei comportamenti e sostenere la motivazione allo studio,  costruendo relazioni positive e significative.
  • Promuovere l’adozione di manuali e testi nel rispetto dell’educazione di genere per fornire alle studentesse e agli studenti, già nello studio delle discipline, gli elementi necessari per rimuovere le discriminazioni sessuali.

Roma, 12 maggio 2007