Il 4 novembre 2005 con la
pubblicazione sulla Gazzetta
Ufficiale del decreto
legislativo n.227 del 17
ottobre 2005 sulla
Formazione Iniziale dei
Docenti, il Ministro Moratti
ha portato a termine un
passo decisivo nel processo
di destrutturazione della
scuola italiana che l’ha
vista indomita protagonista,
cieca e sorda ad ogni
appello proveniente dal
mondo degli insegnanti e
della società civile.
Il Ministro ha addirittura
superato se stessa inserendo
l’aggravante del concorso al
percorso lungo e farraginoso
di formazione degli
insegnanti del quale avevamo
già evidenziato le
negatività (es. l’anno di
tirocinio con contratto di
formazione lavoro e la
grande incertezza per i
docenti già in possesso di
laurea).
In sintesi l’iter previsto
è:
→ laurea triennale
→ biennio di
specializzazione (riservato
al contingente di posti
determinato dal Ministero
ogni tre anni e comprensivo
di attività di tirocinio non
quantificate)
→ 1 anno con contratto di
formazione lavoro (con
valutazione conclusiva utile
per il concorso)
→ concorso a cattedre (per
il 50% dei posti programmati
ogni triennio dal ministero,
il resto è destinato alle
graduatorie permanenti)
→…???
Dopo questo iter che
impegnerà una persona per
minimo sette, otto anni
della sua vita in attività
teorico-pratiche (ad essere
ottimisti e considerare che
al termine dell’anno di
formazione sia
immediatamente bandito ed
espletato il concorso), ci
si aspetterebbe l’accesso ad
una professione altamente
qualificante e con relativo
riconoscimento
socio-economico, non invece
l’andare ad ingrossare le
fila dei poveri docenti
della scuola italiana.
Tuttavia, neppure questo
scenario appare, per un
aspirante docente, sicuro
all’orizzonte. Infatti
l’aspirante docente potrebbe
risultare il migliore lungo
tutto l’iter, ma rimanere
comunque disoccupato per
mancanza di posti
programmati.
Ovvero come prima, più di
prima:
PERDETE OGNI SPERANZA VOI
CHE ENTRATE
Comitato Esecutivo Nazionale
Cosma
Napoli, 19 novembre 2005